Quando dici addio alla fede nuziale. 

10 anni di ciao amore, 10 anni di si cicci, 10 anni di no, perché dici così, 10 anni di dai, andiamo lì?! Facciamo questo, usciamo con?! 10 anni di ti amo, 10 anni di grazie, 10 anni di ma vai a quel paese…
In qualsiasi matrimonio che si rispetti ci sono sempre alti e bassi, e noi i nostri bassi li avevamo avuti soprattutto 9 anni fa, quando avevamo appreso che la strada per l’arrivo di un bambino sarebbe stata più tortuosa del previsto. 

Poi tutto sembrava essere tornato alla normalità quando i nostri splendidi tesori erano venuti dal cielo. 

E invece, a quanto pare, non era così.

Probabilmente i miei occhi foderati di amore avevano offuscato quello che realmente stava accadendo attorno a me. 

Il 1 settembre 2017 sarebbero stati 10 anni da quel giorno meraviglioso, dove una Lacinio giovane, raggiante e probabilmente inesperta faceva il suo ingresso nella navata della chiesa per sposare l’uomo dei suoi sogni. Credeva e si fidava ciecamente di quell’uomo e non avrebbe mai pensato di trovarsi a scrivere queste parole solo 10 anni più tardi.

Lo aveva conosciuto 7 anni prima in una freddissima Londra di Marzo e il suo sorriso lo aveva fatto cadere ai suoi piedi. Chi lo avrebbe poi detto che quel ragazzo educato, gentile, studioso e un po’ all’antica le avrebbe rivelato un giorno di non amarla più e di amare un’altra donna da 6 mesi. Chi lo avrebbe detto che quegli occhi azzurri che brillavano quando la vedevano potessero racchiudere tanto dolore da non parlare con lei e non dirle cosa gli passasse per la testa. Chi lo avrebbe mai detto che quel ragazzo dai grandi valori potesse abbandonare 2 bambini di 4 e 3 anni per correre dietro a una 29enne che non potra’ mai dargli il futuro che cerca. 

Insomma, tanta amarezza e tanta delusione rimangono in quella ragazza sognatrice che cercava solo amore e serenità. 

Ora si sente vuota, svuotata di quella leggerezza e di quell’amore che la quotidianità di un matrimonio le dava. 

Si interroga ogni giorno su quello che può essere successo e solo una cosa le viene in mente: aver dato per scontato quel marito. Forse doveva dedicargli più tempo, forse doveva sedersi con lui più spesso e sapere cosa desiderasse. Ma e’ anche vero che non si può vivere di “se” e probabilmente non sarebbero cambiate di molto le cose. 

Ora tutte le volte che le capita qualcosa, di bello o di brutto le viene la voglia di scrivere a quell’uomo e di raccontargli cosa le capita, ma poi si ferma e si ricorda che non può più farlo. Perché tanto non avrebbe dall’altra parte la comprensione e l’amore di cui ha bisogno. Si sveglia nel cuore della notte e guardando il letto vuoto accanto a se si ricorda che non era un incubo e che e’ tutto vero. Torna a casa dopo il lavoro e non deve più pensare a cosa mettere in tavola per cena. 

Guarda la sua mano sinistra e non vede più la fede. Quel simbolo che per lei ha sempre significato amore, fedeltà e unione e che ora e’ in una scatolina in cassaforte. Ora il sole caldo abbronzerà quell’anulare e quel piccolo segno bianco sparirà e con lui anche, prima o poi, quel vuoto e quella amarezza di bruciante sconfitta. 

Matrimoni che passione!!! – il vademecum della Lacinio: come vestirsi a un matrimonio

Oggi lasciamo per un attimo la cucina e volgiamo lo sguardo ai matrimoni!

Nella mia vita sono stata a parecchi matrimoni (4 fratelli dalla parte di mia madre, 7 da parte di padre, minimo 2 figli a coppia…insomma si fanno presto i calcoli!!!)

Ma fortunatamente (mio marito non è d’accordo sul fortunatamente!!!) non ho solo parenti, ma anche amici e sono stata anche ai loro matrimoni.

In più dovete contare che facendo parte del coro della Chiesa quando ero ragazzina, ho visto passare davanti ai miei occhi tante spose e tante invitate. Senza contare che da quando ho conosciuto mio marito sono stata anche ai matrimoni dei suoi amici e colleghi. Insomma, facciamo prima a dire che almeno un centinaio di matrimoni li ho visti.

L’ultimo al quale ho partecipato è stato quello di mio cugino. Matrimonio Italo Moldavo davvero molto bello e interessante! Due stili e due modi di festeggiare diversi ma pur sempre gioiosi.

Ma arriviamo agli outfit. Ci metto sempre passione nella scelta dell’outfit e mi piace parecchio usare un po’ di fantasia nella scelta dei cappelli! Eh sì, io sono persona da cappello (si vede che nella mia vita passata ero una londinese!!) e come avete visto nei miei video su YouTube ne ho davvero tanti.

 Cerco sempre di preferire abiti corti, ma in 3 occasioni ho optato per il lungo.

 

Se la cerimonia si svolge al pomeriggio e quindi la festa arriva a sera, si può tranquillamente optare per l’abito lungo.

Ed ecco che qui però nascono un po’ di problemi. Ripeto, ne ho visti tanti e quindi mi sento di poter dire che non tutti gli abiti lunghi stanno bene a tutte e che bisogna sempre ricordarsi che si va a una cerimonia, non a una sfilata di moda.

Sia che optiate per un abito corto, sia che per quello lungo, se la cerimonia si svolge in un luogo sacro, pensate sempre a un copri spalle e a non esagerare con la gonna troppo corta.

Secondo me l’eleganza è avere la lunghezza della gonna al ginocchio o appena poco sopra.

Non dimentichiamoci neanche delle trasparenze.  Se l’abito che avete deciso di indossare è trasparente, vi prego, vi supplico…non mettete intimo nero! Ebbene si, ho visto anche questo scempio.  Abito lungo rosa antico con pizzo sul coperto e spalle nude. Sotto? mutandoni neri e  reggiseno nero con spalline.

Per quanto riguarda la regola del mai di nero e mai di bianco ai matrimoni, posso dirvi che accetto quello del bianco, ma per il nero, a maggior ragione se il matrimonio va anche verso sera, non vedo perché non si debba mettere. Anche perché ricordiamoci che l’eleganza di un little black dress non ha rivali.

Invece sul rosso non posso dire di essere altrettanto d’accordo. Un abito rosso è sempre bello, ma non lo vedo così tanto appropriato ad un matrimonio, soprattutto se la cerimonia si svolge in Chiesa.

I colori pastello sono invece sempre un’ottima scelta secondo me.

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Altro dilemma sono invece le calze. Per me la vera eleganza è averle (ma badate bene, non si devono vedere, quindi devono essere color carne e 8 denari senza cuciture) ma mio marito invece la pensa diversamente e mi dice che preferisce vedere la gamba nuda. In estate posso anche dargli ragione, ma in inverno non se ne parla proprio!!

Altra cosa alla quale sono sempre stata attenta e ancora adesso ci guardo è l’abbinamento scarpe e accessori (scarpe e borsa oppure scarpe e cappellino, oppure scarpe, borsa e cappellino)

Sono loro a dare un tocco particolare a tutto l’outfit.  Soprattutto se si sceglie un abito semplice nero o viola, come ho scelto qualche anno fa per il matrimonio della mia ex collega Sara Lisa. Matrimonio civile in piena estate, festa al museo di arte moderna e la sposa con un vestito corto, con frange di perline: un incrocio spettacolare tra gli anni 20 e Carry Bradshow!!

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Ovviamente borsa, sandali e cappellino rossi!!

Ma il primo matrimonio che mi ha fatto nascere l’amore per l’organizzazione e per gli outfit fu quello di mia sorella! 1 giugno 2002, una Lacinio in piena maturità, fidanzata da 2 anni con quello che poi sarebbe diventato marito, testimone della sposa e inesperta in fatto di scelte di abbigliamento.

La scelta del mio abito fu fatta nello stesso atelier dell’abito da sposa di mia sorella e quindi girai davvero poco. M’innamorai subito di quell’abito, ma da inesperta quale ero non valutai alcune cose: il colore. Una tonalità di giallo che non andava tanto bene con la carnagione bianco latte dei primi di giugno. Neanche una settimana di lampade avrebbero potuto nascondere il pallore che quell’abito procurava alla persona.

Non parliamo poi della lunghezza: mi arrivava quasi a metà polpaccio, non valorizzando per niente quello che poteva essere il mio fisico a 19 anni!!

Insomma una vera catastrofe!

Ma non sono andata sempre e solo a matrimoni in estate. Ho avuto anche matrimoni in autunno e udite udite il 2016 mi ha regalato anche un matrimonio in dicembre!!

Quello autunnale che più mi ha colpito fu qualche anno fa (almeno 9) a Roma da una coppia di amici con i quali facemmo amicizia a Creta.

Fu bellissimo già solo per la location (Castel Gandolfo). Io misi un abito bianco con fiori neri senza spalline (lo so, con questo butto all’aria le mie parole di prima sugli abiti bianchi ai matrimoni, ma a mia discolpa posso dire che non era un abito prettamente bianco e che andava bene per una cerimonia serale!)

silvia e luca

Quello a dicembre invece mi ha creato non pochi problemi all’inizio. Non mi ero mai preoccupata del clima e sapere che mi sarei trovata fuori dalla Chiesa ad attendere l’uscita degli sposi il 3 dicembre magari con la neve o la pioggia, ma comunque con un gelo pazzesco, mi destabilizzava molto nella scelta dell’outfit.

Sono addirittura arrivata a pensare di poter mettere i pantaloni (eleganti ovviamente, magari larghi dalla vita alla caviglia, ma pur sempre pantaloni) che per me sono una offesa all’eleganza della donna! Ok, ora scatenerò un polverone, ma l’idea della donna con i pantaloni a un matrimonio non mi fa impazzire. Voi avete mai visto Kate Middleton a una cerimonia in pantalone?!!!

Ma mi salvai in corner: un giorno, passeggiando per Bologna in cerca di una giacca da mettere sopra un vestito che già avevo nell’armadio, entrai da Max &Co e lo vidi. Un abito blu, gonna plissé con golfino sopra attaccato al vestito (da far sembrare 2 pezzi) a maniche lunghe con il particolare dei bottoncini gioiello sulla spalla sinistra e una cintura gioiello simile ai bottoni! insomma un vero capolavoro. Era perfetto anche come lunghezza.

Mi ricordava molto Jacky Kennedy e l’ho subito immaginato con gli accessori che avevo a casa, cappello compreso!

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Ultimo punto da trattare sono le scarpe. Noto ancora adesso che non si sanno scegliere le altezze giuste delle scarpe: sandali o décolleté che siano.

Le donne credono di poter stare tutta una giornata su tacchi vertiginosi che a mio avviso sono poco eleganti. La giusta mediazione dovrebbe essere il tacco 10. Ho visto scene che avrebbero fatto rabbrividire anche Enzo Miccio. Ragazze giovani che in Chiesa, non sopportando più le scarpe, se le sono tolte rimanendo scalze facendo vedere anche cerotti preesistenti. Insomma una scena poco incoraggiante.

Il consiglio che vi posso dare è che se acquistate delle scarpe nuove per un matrimonio, battesimo o qualsiasi altro evento esso sia, provatele a casa e passeggiate con loro ai piedi per tutta la mattina, così gli farete prendere la vostra misura del piede e vi ci abituerete a starci sopra. E se non siete donna da tacco evitate e mettete le ballerine. Meglio le scarpe basse piuttosto che vedere una donna che barcolla e non sa stare sopra ai tacchi!

 

Orzo perlato alla Melody

Buongiorno a tutti!!

Ho ricevuto tante email da voi con le vostre ricette e vi ringrazio. Ora a poco a poco le metterò tutte!

Oggi vi presento la ricetta di Melody: il suo Orzo perlato con ricotta.

L’ho fatto martedì sera e anche ai bambini è piaciuto. Si fa in pochissimo tempo e nel frattempo che cuocete l’orzo potete fare tante cose: una lavatrice, stendere, piegare i panni asciutti, giocare con i vostri bimbi.  Insomma una ricetta top per noi mamme lavoratrici!

INGREDIENTI:

Orzo perlato (Io ho usato la metà di un sacchetto ed era fin troppo per 2 adulti e 2 bambini)

Pomodori datterini

1 mozzarella

250 gr di ricotta

olio

sale

pepe

origano

basilico

menta

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PROCEDIMENTO:

Bollire l’orzo (più o meno una mezz’ora), scolarlo, passarlo sotto l’acqua corrente e lasciarlo raffreddare.

Tagliare in quattro i pomodorini, tagliare a cubetti la mozzarella e spezzettare il basilico.

Mescolare il tutto con l’orzo condendo con olio, sale e pepe.

A parte preparare la salsina con ricotta, poco sale, pepe, olio e un trito di basilico e menta.

La salsina la potete servire a parte, ma vi dirò che unita all’orzo rende il tutto più dolce.

Grazie Melody, la tua ricetta è stata davvero buonissima e super apprezzata!!

 

 

 

 

 

Weekend in Toscana

Oggi vi stupisco con effetti speciali: doppio post, così avrete da leggere in questo lunedì!!!

Lo scorso weekend, complice il regalo di un cofanetto Smartbox, siamo stati in Toscana tutti e quattro.

Il nostro primo viaggio tutti insieme con pernottamento in hotel per una notte.

All’inizio vi dirò che ero un pò agitata perché Vittoria non era mai stata in un hotel: l’anno scorso per i matrimoni fuori città che ho avuto avevo portato solo Emanuele con me, ma è stato un vero successone!!

Sono sincera quando dico che la Smartbox è una bella invenzione se i proprietari di alberghi non si mettessero a fare i complicati. Io capisco che loro debbano guadagnare, ma se il pacchetto prevede che io posso fare una notte con colazione per 4 persone nella struttura, tu albergatore non puoi opporti e dirmi che mi dai il posto solo se acquisto altre 2 notti!

Quindi quando abbiamo deciso di organizzare non è stata proprio una passeggiata la mia ricerca della struttura.

All’inizio avevamo pensato di andare nel Lazio, ma nessuno ci dava l’ok perché volevano che stessimo lì almeno un’altra notte. Con 2 bambini al seguito, capite bene che tra il viaggio, il mangiare e l’albergo, 2 notti e 3 giorni ci sarebbero costati una fortuna e sinceramente non ne valeva la pena!

Così abbiamo cambiato regione, e anche grazie ai vostri consigli abbiamo optato per la Toscana.

Mi avete parlato voi del Parco Collodi (il parco di Pinocchio) in provincia di Pistoia e quindi da questo sono partita con le telefonate agli alberghi della zona.

Finalmente l’ok l’ho avuto dall’Hotel Lago Verde a Serravalle Pistoiese.

Un bell’albergo immerso nel verde con annesso lago, piscina e vista sulla rocca di Serravalle Pistoiese.

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Appena partiti da Bologna abbiamo pensato di fare subito tappa al parco Collodi e far divertire i bambini.

Il Parco di Pinocchio si trova nella frazione di Collodi presso Pescia. Collodi è il paese dove Carlo Lorenzini, l’autore delle Avventure di Pinocchio, trascorse la fanciullezza e da cui in seguito trasse il suo pseudonimo.

Appena arrivati trovate davanti a voi sulla strada per i parcheggi un pinocchio gigante che vi attende e vi dà il benvenuto e potete immaginare la gioia dei bambini quando lo hanno visto!!

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Il parco è fatto davvero bene per i bambini perché trovano tante attività da fare: si passa dalle giostre, alla carrozza di Mangiafuoco, ai laboratori con la Fata Turchina che li fa disegnare e gli regala album per le figurine e bandane, fino ad arrivare alla mitica balena, al labirinto e allo spettacolo di burattini.

Insomma uscendo da lì vi sarete assicurati la notte di sonno per i vostri figli!!!!!

Appena usciti dal parco si può ammirare e visitare Villa Garzoni, ma noi per stanchezza e mancanza di tempo non siamo riusciti a vederla, ma ve la consiglio perché a giudicare dalle foto su internet deve essere davvero molto bella!

La sera abbiamo deciso di passarla a Pistoia dopo aver fatto un pitstop in albergo!!

Siamo passati anche per Serravalle Pistoiese dove abbiamo visto la vecchia rocca e ammirato la vista dall’alto.

A Pistoia ci siamo fermati a mangiare in pizzeria e solo seduti al tavolo e leggendo il menù ci siamo accorti che quel ristorante aveva ospitato qualche scena del film di Leonardo Pieraccioni “Ti amo in tutte le lingue del mondo”

La cosa che ho apprezzato di più del ristorante? lo spazio con i giochi per i bambini!!!!

Ragazzi, che vi devo dire, quando si hanno due bambini piccoli, l’unico modo per avere tu un po di pace, e goderti la serata con tuo marito è avere dei giochi per loro e se a offrirteli sono i ristoranti… beh, per me ha già le 5 stelle Michelin!!!

E ridendo e scherzando si sono fatte le 21!! un giretto per il centro di Pistoia e via che si torna in albergo a dormire!!

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La mattina seguente, dopo una bella colazione in albergo siamo andati a Lucca che io non vedevo da almeno 20 anni!! Ci siamo fermati nella zona della stazione nel parcheggio a pagamento “Carducci” per soli 5€ avremmo potuto lasciare la macchina anche fino alle 8 del mattino successivo!

Passate le mura della città, siamo entrati nel centro storico e cercando la Cattedrale abbiamo visto 2 bellissime chiese: San Michele in Foro e Santi Giovanni e Reparata.

All’interno della Cattedrale si trova anche il monumento funebre in marmo a Ilaria del Carretto opera di Jacopo della Quercia.

Sono state due bellissime giornate,  i bambini sono stati bravi e spero che avranno ricordo di questa piccola ma intensa vacanza!

 

Torta salata con pancetta e panna

Buongiorno a tutte!!!

Cosa fate quando avete nel frigo un pò di ingredienti che se non li usate finiscono per andare a male?!

Risposta esatta: fate una bella torta salata!!

Ed è proprio quello che ho fatto la settimana scorsa. Avevo della pancetta a fette, un rotolo di pasta sfoglia e 250 ml di panna senza lattosio che se non usavo nell’immediato, sarebbe scaduta.

L’idea mi è venuta guardando proprio la confezione di pasta sfoglia.  Sul dorso c’è l’immagine di una torta salata con un farcitura niente male, ma in mancanza di quegli ingredienti ne ho fatta una mia!

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INGREDIENTI:

un rotolo di pasta sfoglia rotondo

3 uova intere

una confezione da 250 ml di panna liquida

200 gr di pancetta coppata tagliata sottile

4/5 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato

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PROCEDIMENTO:

Per la farcitura: versare in un contenitore la panna, rompere le uova e aggiungere il parmigiano.

Eviterei di aggiungere sia il sale che il pepe visto che la tortina sarà già abbastanza saporita per la presenza della pancetta.

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Aprire la pasta sfoglia su una pirofila da forno e adagiare su di essa le fettine di pancetta.

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(Io non le avevo, ma se in frigo avete anche delle fettine di sottiletta o di provolone, mettetele sopra alla pancetta)

Ora è arrivato il momento di versare il composto di panna.

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Richiudete i bordi di pasta sfoglia e mettete in forno a 180° per 10 minuti e servite tiepida!

Buon appetito!!!

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Avocado ripieno di news!

Oggi  mi sembra il giorno giusto per darvi una news: ho pensato che sarebbe carino integrare la mia rubrica con ricette fatte da voi, quindi vi invito fin da ora a inviarmi le vostre ricette con l’aggiunta di foto. Che ne dite, vi piace l’idea?!

Inviate a annarita.lacinio@gmail.com e troverete la vostra ricetta qui sul blog ogni lunedì!  Mi raccomando, le ricette devono essere fatte da voi, quindi non prese da riviste o internet cosi potete dare suggerimenti e idee.

Oggi vi propongo una ricetta di Jessica, presentatrice Avon da 2 anni, fidatissima avonleader per la mia zona nonchè commessa in un negozio. Quindi anche lei è una “manager in cucina” e noi le facciamo un caloroso saluto!!

Ammetto di non aver mai mangiato un avocado perché non mi ha mai ispirato la faccia (mio marito dice sempre che io mangio con gli occhi, e in effetti non ha tutti i torti: se qualcosa non mi garba come aspetto esteriore, manco lo assaggio!!!) ma quando Jessica mi ha mandato queste foto, vi dirò che ho pensato di provarlo!

INGREDIENTI:

1 avocado

1 uovo intero

olio q.b.

sale q.b.

basilico

PROCEDIMENTO:

Pulire l’avocado togliendo il nocciolo. Metterlo 5 minuti in forno.

Passati i 5 minuti toglierlo dal forno e riempirlo con un filo di olio, sale, e un uovo crudo.

Jessica ha aggiunto anche del basilico sopra.

Rimetterlo in forno e farlo cuocere per altri 10 minuti a 180°.

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Vi è piaciuta? Dai allora aspetto le vostre ricette!

Scrivetemi anche chi siete in poche righe e cosa fate nella vita!!!

Buona giornata e alla prossima ricetta che potrebbe essere una delle vostre!!

Ciambella salata.

Ho sempre pensato che le torte salate siano una bella invenzione perché ti salvano la cena ogni volta che ti trovi in difficoltà.

A dire il vero non ero in difficoltà l’altra sera, ma ho una passione per le torte salate e mi considero una maniaca di questo piatto “salva cena”!!

Quindi quando girando su instagram ho visto questo video l’ho voluto fare subito mio, ma con un pizzico di fantasia.

La ricetta originale prevedeva l’uso della besciamella, ma un pò per la dieta che sto facendo, e un pò per la mancanza di voglia di farla, ho deciso di sostituirla con della mozzarella senza lattosio e il risultato vi posso garantire essere migliore!!

INGREDIENTI:

4 rotoli di pasta sfoglia rotonda.

2 panetti di mozzarella per pizza (da preferire a quella classica per via del latte che vi renderebbe la torta molliccia!)

3 fette di provolone (io ho usato quello affumicato vegano)

6 fette di prosciutto cotto

1 uovo

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PROCEDIMENTO:

Aprire i rotoli di pasta sfoglia e al centro del primo rotolo mettere 1/2 fettine di prosciutto cotto e 1 di provolone.

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Tritare la mozzarella precedentemente tagliata a pezzetti e metterla tutto attorno al prosciutto e al formaggio

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Procedere coprendo con un altro rotolo di pasta e ripetendo le operazioni precedenti fino alla completa fine degli ingredienti.

Effettuare dei tagli con il coltello al centro della pasta sfoglia e piegare i triangoli in modo da creare un buco nella ciambella.

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Spennellare la superficie della torta con un uovo intero sbattuto.

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Infornare a 180° per 10 minuti in forno ventilato preriscaldato.

Servire con una insalata al centro della ciambella e …. buon appetito!!

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