C’eravamo tanto amati…ma ora vai al diavolo! 

Io Tizio, accolgo te, Caio come mio sposo.

Con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.

Queste meravigliose parole, che farebbero commuovere anche il più cinico dei cinici, si ascoltano in tutti i matrimoni di rito cattolico.
La sottoscritta tutte le volte che le ascoltava, le ripeteva dentro di se con un sorriso stampato sulle labbra e una lacrima di felicità che dolcemente le accarezzava il viso.
Tutte le volte ricordavo il giorno del mio matrimonio, quando le ho pronunciate guardando negli occhi mio marito e non leggendole come fanno molti sposi. Io le avevo imparate a memoria per poterle dire come fossero parole mie. Come a voler eguagliare le promesse nuziali dei matrimoni protestanti americani.
E ora dove siamo finiti?! dopo 10 anni e 7 di fidanzamento mi trovo nella sala d’attesa del mio avvocato e aspetto di poter entrare e consegnargli la prima tranche di documenti, soldi e anche la mia voglia di andare più a un matrimonio.

Ebbene si, per il momento preferirei rimanere lontano dalle chiese, dai veli bianchi, dai bouquet e dal riso.

Preferirei non dover andare dagli sposi e dirgli le parole di Groucho Marx “il matrimonio è la causa principale del divorzio”.

Già che mi devo trattenere tutte le volte che passeggiando incontro un gruppo di donne che festeggia un addio al nubilato. 
Non perché non creda più nell’amore, questo assolutamente no, ma non credo più che il matrimonio sia la scelta più giusta.
Amarsi per sempre sembra un sogno impossibile: i rapporti si consumano in un baleno. 

Sembra quasi che quelle parole della promessa matrimoniale siano state sostituite o quanto meno interpretate con: ti amo, ti sposo, e sarai mio/mia ma la mia promessa vale solo fino a quando non ci sarà un’altra tentazione. 

Ma le motivazioni?! Calo della passione, incompatibilità di carattere (a me questa fa ridere e incazzare allo stesso tempo, perché dopo 10 anni il carattere lo avevi già capito dell’altra persona, vero?!) con l’arrivo dei figli non si riesce più a stare insieme come prima (ma va’!!) 

Insomma tante cretinate si dicono dopo, ma la mia domanda a questa punto e’: perché ci si sposa? La parola data ha ancora valore? Dove finisce quella felicita’, quella sicurezza e quella voglia di passare il resto della tua vita con l’altra persona? Ma la cosa che mi manda più in bestia e alla quale mi sa non troverò mai risposta è: dove sono finiti i sensi di colpa?

Dove e’ finito il “non ci dormo più di notte, non mangio più e sto male al pensiero di averti fatto questo o quello”?! 

E qui, lo so bene, cadrò nel banale: dove sono finiti i valori di una volta? 

Vi lascio con queste domande e spero che qualcuna di voi mi aiuti a trovare risposte. 

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