London Cheese pie

L’altra sera, spinta da una grandissima nostalgia per Londra, mi sono messa ai fornelli e ho cucinato un piatto tipico inglese: un cheese pie.

Diciamo che da noi lo chiameremmo suffle’ al formaggio.

Non è complicato da fare, ma prima di iniziare vi consiglio di prepararvi tutti gli ingredienti così da non dover, nel mezzo della preparazione, mettervi a pesare tutto.

INGREDIENTI:

4 pirottini da forno in ceramica

40 gr di burro

40gr di farina

240ml di latte

Sale

Paprika

Pepe nero

4 uova grandi ( separare tuorli da albumi)

50gr di formaggio svizzero grattugiato

50gr di formaggio dolce grattugiato

25gr di parmigiano reggiano grattugiato

PROCEDIMENTO

Prima di iniziare mettete una teglia nel forno a 200gradi ventilato.

Imburrate i pirottini e cospargeteli di pane grattugiato.

Poi separate i tuorli dagli albumi e teneteli da parte.

Sciogliete in una casseruola i 40gr di burro, aggiungete la farina e girate per 1-2 min.

Aggiungete il latte poco alla volta continuando a mescolare fino a che il composto non diventa omogeneo.

Portate a bollore.

Toglietelo dal fuoco e unite i formaggi.

Girate, girate, girate…il male al polso fa parte della ricetta, quindi non vi preoccupate!!!

Aggiungete sale, pepe nero e paprika.

Nella ricetta originale camera anche della mostarda, ma siccome a me quel sapore non piace, non l’ho messa.

Ora aggiungete i tuorli delle uova, uno alla volta, continuando a mescolare.

Trasferite il composto ottenuto in un contenitore più largo.

A parte montate a neve gli albumi e incorporateli al composto giallo poco alla volta e con il classico movimento “dal basso verso l’alto” per non smontare il tutto.

A questo punto il composto sarà diventato il doppio di volume.

Ora potete dividerlo nei pirottini da forno.

A piacere potete aggiungere sopra dell’altro formaggio grattugiato.

Tirate fuori dal forno la teglia e appoggiateci sopra i pirottini.

Infornate a 200gradi per 25-30 minuti sempre forno ventilato.

Ps. Per non far afflosciare subito i suffle’ dopo mi raccomando, non fate come me, non tirateli fuori dal forno appena finita la cottura perché e’ il passaggio da caldo a freddo che li fa smontare.

Spengete quindi il forno e lasciateli ancora dentro per 5 min.

Io li ho accompagnati con del pure’ di patate, ma anche una insalatina fresca sarà buonissima.

Buon appetito!

Annunci

Come in una favola…Siapoesia!

Una nuova boutique, una chicca in pieno centro… una vetrina che fa sognare… un ambiente familiare… è impossibile, camminando per le vie di Bologna, non rimanere incantati dalla magia e dalla “poesia” di questo negozio.

Chiamarlo negozio è forse riduttivo in quanto al di là delle meraviglie che vende lo definirei più un piccolo tesoro da scoprire.

L’attenzione e la cura nei dettagli…l’atmosfera serena…una padrona di casa dolcissima.

Questo e molto altro e’ cio’ che caratterizza Siapoesia.

Da subito si resta incantati dalla semplicità ma allo stesso tempo l’eleganza di un negozio che nel giro di poco si trasforma in un delizioso salottino accogliente. È questo l’intento della dolcissima padrona di casa Donata.

Siapoesia nasce dall’idea di due giovani sorelle che abitando lontane e occupandosi di cose diverse (Donata avvocato a Bologna e Benedetta studentessa a Milano) hanno un sogno comune… realizzare un salottino incantato, una casetta in cui poter esporre tutte le cose che più amano e che le rappresenti e che le unisca ancora di più.

Anche se il primo punto è stato aperto sei anni fa alle porte di Torino, Bologna è un nuovo inizio, un’avventura in una piazza diversa. Un progetto che Donata vive, nonostante la distanza, sempre in simbiosi con sua sorella che è la sua metà. Benedetta infatti ha continuato ad occuparsi del negozio di Pinerolo. La cosa che colpisce di più è l’amore, la passione e la dedizione per le loro “creature”La particolarità di questo negozio è il carinissimo salottino che la nostra Donata mette a disposizione per chiacchierare, rilassarsi, studiare, leggere. Qui anche i poveri fidanzati che si annoiano mentre le ragazze provano i vestiti potranno avere un angolino tutto per loro…è lì che è stato organizzato il mio evento Sabato 23 Giugno.

Le vere protagoniste del negozio sono loro: le Anniel, le scarpine più raffinate e brillanti che conosca.

Finalmente, grazie a Siapoesia, sono arrivate a Bologna e io non riesco di smettere di pensare a quali saranno le prossime che comprerò…

La bellezza, la delicatezza, la qualità di queste scarpe sono indescrivibili.

Ma le novità non finiscono qui. Se abitate lontano, ma non volete rinunciare a queste chicche potrete trovare il tutto anche online sul loro sito internet http://www.siapoesia.com

La spedizione e’ gratuita e per le clienti che ormai conoscono il negozio da tempo mandano anche le foto privatamente dei nuovi arrivi e molte cosine che ancora non sono state caricate sul sito, e nel caso vi servano dei consigli su alcuni abbinamenti loro saranno felici di aiutarvi.

Potrei stare ore e ore a parlare di questo negozio ma direi di fermarmi qua. Ci tengo però a sottolineare che la mia è stata una recensione sincera. Tenevo tanto a darvi la mia opinione in merito e dato che ci vado spesso…chissà…magari ci incontreremo là!

Un bacio a tutti!

Annarita

Paris: cosa vedere, dove alloggiare e cosa mangiare! (1. Parte)

Paris: la ville lûmiere, la ville d’amour. Quante volte ti ho vista nei film e ti ho sognata! Ora non mi sembra vero di poter addirittura scrivere un post su di te.

Questa e’ stata la mia terza volta e sono in grado di darvi qualche dritta se avete in programma di andarci.

Vi raccontero’ come poter girare Parigi in 2 giorni a piedi e cosa vedere!

Come arrivare:

Ma partiamo dal principio: come arrivare a Parigi!

Ci sono ben tre aeroporti, tutti abbastanza distanti dal centro: Orly, Beauvais, e Charles de Gaulle.

Io sono sempre atterrata a Charles de Gaulle con Air France. Ma su beauvais potete arrivare con Ryanair!

Per arrivare in città vi consiglio di acquistare i biglietti per il treno RER B online sul sito http://www.parigi.it così li avrete già a disposizione una volta arrivati in aeroporto. Ve li spediscono a casa e nel giro di 2 giorni li ricevete!

Da Charles de Gaulle il treno impiega più o meno 50 minuti per arrivare a Notre Dame, ma all’interno della carrozza potrete controllare tutte le stazioni che fa.

Appena arrivate a Notre Dame e uscite dalla metro trovate proprio la cattedrale davanti a voi e già vi si apre il cuore!

Hotel:

Ci sono moltissimi hotel a Parigi anche economici, ma oggi vi darò 2 hotel nella zona del 7^ Arrondissement così da poter essere in centro e girarvela a piedi.

Non vi so dire i costi perché non sono mai stata in hotel!!😜

Il primo e’ un 4 stelle e si chiama hotel Saint Germain.

Il secondo e’ un 3 stelle e si chiama Bac Saint Germain. (La lacinio ha molta fantasia nella ricerca degli hotel!!!)

Cosa vedere:

Io sono sempre andata a piedi tranne il pomeriggio del sabato che siamo stati a Montmartre e abbiamo preso la metro.

Uscendo da uno degli hotel che vi ho suggerito siete già in rue du bac che sbuca sulla Senna e al pont royal (quello del Louvre e del museo d’orsay tanto per intenderci)

Attraversarlo vi fa già sentire parigine!! Potrete ammirare il museo d’orsay alla vostra sinistra lungo la rive gauche della Senna e già di fronte sulla destra il palazzo del Louvre!!

E anche di notte lo spettacolo e’ assicurato!

Attraversato il ponte potrete vedere la piramide e la parte centrale del Louvre!

Io non sono ancora entrata nel museo perché preferisco prima vedermi Parigi in esterna e magari in inverno, quando sarà più freddo per stare fuori, entrare!

Alle vostre spalle troverete l’Arco di Trionfo del Carrousel che collega il Louvre ai jardin de Tuileries.

Ora perdetevi nei giardini e se siete fortunate da trovare anche una bellissima giornata soleggiata sedetevi, godetevi il sole, il caldo, i tulipani e la tour eiffell che potete già ammirare in tutto il suo splendore!!

Arriverete alla ruota panoramica che si erge nella Place de la concorde!! (Questo in aprile, ma ora non c’è più!)

Place de la concorde.

Attraversate la piazza e vi troverete all’inizio dei famosi champs elysee!!! Da lì e’ un attimo arrivare all’arc de triomphe e poi alla tour eiffell!

Ora qui avete due scelte: camminando sugli champs elysee e passato il gran Palais sulla sinistra, potete decidere se continuare dritto e arrivare all’arco di trionfo, oppure girare a sinistra in Avenue Montaigne, sentirvi Carrie Bradshaw in sex and the city tra le grandi firme e arrivare al ponte dell’alma’ per farvi una foto con la tour eiffell. A voi la scelta!

Cosa ho fatto io?! Beh, manco c’è da chiedere: ho girato per avenue Montaigne e ho sognato!!!!

Ragazze, che spettacolo! Un sogno che si realizza! Trovarsi a Parigi e ammirare tante bellezze!!

Attraversando il ponte dell’alma’ siete praticamente arrivate alla tour eiffell. Da lì e’ un attimo trovarsi in rue dell’universite’ e dai caroselli.

Non fatevi scappare le classiche foto!!

Anche lì avrete due scelte: o andare al trocadero o sugli champs del Mars.

Io ho preferito fare il trocadero, godermi la vista spettacolare da lì e poi andare all’arco di trionfo così da ritrovarmi sulla strada del rientro e godermi il tramonto dal pont royal e dal pont des arts.

Ma non crediate che sia finita qui! Altrimenti ai 22km di camminata come ci arrivate?!

Al prossimo post vi racconterò altro!

C’eravamo tanto amati…ma ora vai al diavolo! 

Io Tizio, accolgo te, Caio come mio sposo.

Con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita.

Queste meravigliose parole, che farebbero commuovere anche il più cinico dei cinici, si ascoltano in tutti i matrimoni di rito cattolico.
La sottoscritta tutte le volte che le ascoltava, le ripeteva dentro di se con un sorriso stampato sulle labbra e una lacrima di felicità che dolcemente le accarezzava il viso.
Tutte le volte ricordavo il giorno del mio matrimonio, quando le ho pronunciate guardando negli occhi mio marito e non leggendole come fanno molti sposi. Io le avevo imparate a memoria per poterle dire come fossero parole mie. Come a voler eguagliare le promesse nuziali dei matrimoni protestanti americani.
E ora dove siamo finiti?! dopo 10 anni e 7 di fidanzamento mi trovo nella sala d’attesa del mio avvocato e aspetto di poter entrare e consegnargli la prima tranche di documenti, soldi e anche la mia voglia di andare più a un matrimonio.

Ebbene si, per il momento preferirei rimanere lontano dalle chiese, dai veli bianchi, dai bouquet e dal riso.

Preferirei non dover andare dagli sposi e dirgli le parole di Groucho Marx “il matrimonio è la causa principale del divorzio”.

Già che mi devo trattenere tutte le volte che passeggiando incontro un gruppo di donne che festeggia un addio al nubilato. 
Non perché non creda più nell’amore, questo assolutamente no, ma non credo più che il matrimonio sia la scelta più giusta.
Amarsi per sempre sembra un sogno impossibile: i rapporti si consumano in un baleno. 

Sembra quasi che quelle parole della promessa matrimoniale siano state sostituite o quanto meno interpretate con: ti amo, ti sposo, e sarai mio/mia ma la mia promessa vale solo fino a quando non ci sarà un’altra tentazione. 

Ma le motivazioni?! Calo della passione, incompatibilità di carattere (a me questa fa ridere e incazzare allo stesso tempo, perché dopo 10 anni il carattere lo avevi già capito dell’altra persona, vero?!) con l’arrivo dei figli non si riesce più a stare insieme come prima (ma va’!!) 

Insomma tante cretinate si dicono dopo, ma la mia domanda a questa punto e’: perché ci si sposa? La parola data ha ancora valore? Dove finisce quella felicita’, quella sicurezza e quella voglia di passare il resto della tua vita con l’altra persona? Ma la cosa che mi manda più in bestia e alla quale mi sa non troverò mai risposta è: dove sono finiti i sensi di colpa?

Dove e’ finito il “non ci dormo più di notte, non mangio più e sto male al pensiero di averti fatto questo o quello”?! 

E qui, lo so bene, cadrò nel banale: dove sono finiti i valori di una volta? 

Vi lascio con queste domande e spero che qualcuna di voi mi aiuti a trovare risposte. 

Sandwich al salmone 

Oggi voglio proporvi questa delizia, velocissima ma tanto buona! L’ho assaggiata nei giorni di agosto e mi ero ripromessa di rifarla a casa!!! 

INGREDIENTI:

Una confezione di salmone affumicato 

Una confezione di pane per tartine

Philadelphia o qualsiasi formaggio spalmabile.


PROCEDIMENTO: 

Tagliare il pane in modo da ottenere dei piccoli sandwich (da quella confezione ne sono venuti 12) 

Spalmare su ciascuna fetta del formaggio morbido tipo Philadelphia, e aggiungere una fettina piccola di salmone. 


E voila’!!! Pronte da servire…e mangiare! 

Sono ottime anche per un compleanno!!! 

Quando dici addio alla fede nuziale. 

10 anni di ciao amore, 10 anni di si cicci, 10 anni di no, perché dici così, 10 anni di dai, andiamo lì?! Facciamo questo, usciamo con?! 10 anni di ti amo, 10 anni di grazie, 10 anni di ma vai a quel paese…
In qualsiasi matrimonio che si rispetti ci sono sempre alti e bassi, e noi i nostri bassi li avevamo avuti soprattutto 9 anni fa, quando avevamo appreso che la strada per l’arrivo di un bambino sarebbe stata più tortuosa del previsto.

Poi tutto sembrava essere tornato alla normalità quando i nostri splendidi tesori erano venuti dal cielo.

E invece, a quanto pare, non era così.

Probabilmente i miei occhi foderati di amore avevano offuscato quello che realmente stava accadendo attorno a me.

Il 1 settembre 2017 sarebbero stati 10 anni da quel giorno meraviglioso, dove una Lacinio giovane, raggiante e probabilmente inesperta faceva il suo ingresso nella navata della chiesa per sposare l’uomo dei suoi sogni. Credeva e si fidava ciecamente di quell’uomo e non avrebbe mai pensato di trovarsi a scrivere queste parole solo 10 anni più tardi.

Lo aveva conosciuto 7 anni prima in una freddissima Londra di Marzo e il suo sorriso lo aveva fatto cadere ai suoi piedi. Chi lo avrebbe poi detto che quel ragazzo educato, gentile, studioso e un po’ all’antica le avrebbe rivelato un giorno di non amarla più e di amare un’altra donna da 6 mesi. Chi lo avrebbe detto che quegli occhi azzurri che brillavano quando la vedevano potessero racchiudere tanto dolore da non parlare con lei e non dirle cosa gli passasse per la testa. Chi lo avrebbe mai detto che quel ragazzo dai grandi valori potesse abbandonare 2 bambini di 4 e 3 anni per correre dietro a una 29enne che non potra’ mai dargli il futuro che cerca.

Insomma, tanta amarezza e tanta delusione rimangono in quella ragazza sognatrice che cercava solo amore e serenità.

Ora si sente vuota, svuotata di quella leggerezza e di quell’amore che la quotidianità di un matrimonio le dava.

Si interroga ogni giorno su quello che può essere successo e solo una cosa le viene in mente: aver dato per scontato quel marito. Forse doveva dedicargli più tempo, forse doveva sedersi con lui più spesso e sapere cosa desiderasse. Ma e’ anche vero che non si può vivere di “se” e probabilmente non sarebbero cambiate di molto le cose.

Ora tutte le volte che le capita qualcosa, di bello o di brutto le viene la voglia di scrivere a quell’uomo e di raccontargli cosa le capita, ma poi si ferma e si ricorda che non può più farlo. Perché tanto non avrebbe dall’altra parte la comprensione e l’amore di cui ha bisogno. Si sveglia nel cuore della notte e guardando il letto vuoto accanto a se si ricorda che non era un incubo e che e’ tutto vero. Torna a casa dopo il lavoro e non deve più pensare a cosa mettere in tavola per cena.

Guarda la sua mano sinistra e non vede più la fede. Quel simbolo che per lei ha sempre significato amore, fedeltà e unione e che ora e’ in una scatolina in cassaforte. Ora il sole caldo abbronzerà quell’anulare e quel piccolo segno bianco sparirà e con lui anche, prima o poi, quel vuoto e quella amarezza di bruciante sconfitta.

Matrimoni che passione!!! – il vademecum della Lacinio: come vestirsi a un matrimonio

Oggi lasciamo per un attimo la cucina e volgiamo lo sguardo ai matrimoni!

Nella mia vita sono stata a parecchi matrimoni (4 fratelli dalla parte di mia madre, 7 da parte di padre, minimo 2 figli a coppia…insomma si fanno presto i calcoli!!!)

Ma fortunatamente (mio marito non è d’accordo sul fortunatamente!!!) non ho solo parenti, ma anche amici e sono stata anche ai loro matrimoni.

In più dovete contare che facendo parte del coro della Chiesa quando ero ragazzina, ho visto passare davanti ai miei occhi tante spose e tante invitate. Senza contare che da quando ho conosciuto mio marito sono stata anche ai matrimoni dei suoi amici e colleghi. Insomma, facciamo prima a dire che almeno un centinaio di matrimoni li ho visti.

L’ultimo al quale ho partecipato è stato quello di mio cugino. Matrimonio Italo Moldavo davvero molto bello e interessante! Due stili e due modi di festeggiare diversi ma pur sempre gioiosi.

Ma arriviamo agli outfit. Ci metto sempre passione nella scelta dell’outfit e mi piace parecchio usare un po’ di fantasia nella scelta dei cappelli! Eh sì, io sono persona da cappello (si vede che nella mia vita passata ero una londinese!!) e come avete visto nei miei video su YouTube ne ho davvero tanti.

 Cerco sempre di preferire abiti corti, ma in 3 occasioni ho optato per il lungo.

 

Se la cerimonia si svolge al pomeriggio e quindi la festa arriva a sera, si può tranquillamente optare per l’abito lungo.

Ed ecco che qui però nascono un po’ di problemi. Ripeto, ne ho visti tanti e quindi mi sento di poter dire che non tutti gli abiti lunghi stanno bene a tutte e che bisogna sempre ricordarsi che si va a una cerimonia, non a una sfilata di moda.

Sia che optiate per un abito corto, sia che per quello lungo, se la cerimonia si svolge in un luogo sacro, pensate sempre a un copri spalle e a non esagerare con la gonna troppo corta.

Secondo me l’eleganza è avere la lunghezza della gonna al ginocchio o appena poco sopra.

Non dimentichiamoci neanche delle trasparenze.  Se l’abito che avete deciso di indossare è trasparente, vi prego, vi supplico…non mettete intimo nero! Ebbene si, ho visto anche questo scempio.  Abito lungo rosa antico con pizzo sul coperto e spalle nude. Sotto? mutandoni neri e  reggiseno nero con spalline.

Per quanto riguarda la regola del mai di nero e mai di bianco ai matrimoni, posso dirvi che accetto quello del bianco, ma per il nero, a maggior ragione se il matrimonio va anche verso sera, non vedo perché non si debba mettere. Anche perché ricordiamoci che l’eleganza di un little black dress non ha rivali.

Invece sul rosso non posso dire di essere altrettanto d’accordo. Un abito rosso è sempre bello, ma non lo vedo così tanto appropriato ad un matrimonio, soprattutto se la cerimonia si svolge in Chiesa.

I colori pastello sono invece sempre un’ottima scelta secondo me.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Altro dilemma sono invece le calze. Per me la vera eleganza è averle (ma badate bene, non si devono vedere, quindi devono essere color carne e 8 denari senza cuciture) ma mio marito invece la pensa diversamente e mi dice che preferisce vedere la gamba nuda. In estate posso anche dargli ragione, ma in inverno non se ne parla proprio!!

Altra cosa alla quale sono sempre stata attenta e ancora adesso ci guardo è l’abbinamento scarpe e accessori (scarpe e borsa oppure scarpe e cappellino, oppure scarpe, borsa e cappellino)

Sono loro a dare un tocco particolare a tutto l’outfit.  Soprattutto se si sceglie un abito semplice nero o viola, come ho scelto qualche anno fa per il matrimonio della mia ex collega Sara Lisa. Matrimonio civile in piena estate, festa al museo di arte moderna e la sposa con un vestito corto, con frange di perline: un incrocio spettacolare tra gli anni 20 e Carry Bradshow!!

sara lisa abito da sposa.jpg

Ovviamente borsa, sandali e cappellino rossi!!

Ma il primo matrimonio che mi ha fatto nascere l’amore per l’organizzazione e per gli outfit fu quello di mia sorella! 1 giugno 2002, una Lacinio in piena maturità, fidanzata da 2 anni con quello che poi sarebbe diventato marito, testimone della sposa e inesperta in fatto di scelte di abbigliamento.

La scelta del mio abito fu fatta nello stesso atelier dell’abito da sposa di mia sorella e quindi girai davvero poco. M’innamorai subito di quell’abito, ma da inesperta quale ero non valutai alcune cose: il colore. Una tonalità di giallo che non andava tanto bene con la carnagione bianco latte dei primi di giugno. Neanche una settimana di lampade avrebbero potuto nascondere il pallore che quell’abito procurava alla persona.

Non parliamo poi della lunghezza: mi arrivava quasi a metà polpaccio, non valorizzando per niente quello che poteva essere il mio fisico a 19 anni!!

Insomma una vera catastrofe!

Ma non sono andata sempre e solo a matrimoni in estate. Ho avuto anche matrimoni in autunno e udite udite il 2016 mi ha regalato anche un matrimonio in dicembre!!

Quello autunnale che più mi ha colpito fu qualche anno fa (almeno 9) a Roma da una coppia di amici con i quali facemmo amicizia a Creta.

Fu bellissimo già solo per la location (Castel Gandolfo). Io misi un abito bianco con fiori neri senza spalline (lo so, con questo butto all’aria le mie parole di prima sugli abiti bianchi ai matrimoni, ma a mia discolpa posso dire che non era un abito prettamente bianco e che andava bene per una cerimonia serale!)

silvia e luca

Quello a dicembre invece mi ha creato non pochi problemi all’inizio. Non mi ero mai preoccupata del clima e sapere che mi sarei trovata fuori dalla Chiesa ad attendere l’uscita degli sposi il 3 dicembre magari con la neve o la pioggia, ma comunque con un gelo pazzesco, mi destabilizzava molto nella scelta dell’outfit.

Sono addirittura arrivata a pensare di poter mettere i pantaloni (eleganti ovviamente, magari larghi dalla vita alla caviglia, ma pur sempre pantaloni) che per me sono una offesa all’eleganza della donna! Ok, ora scatenerò un polverone, ma l’idea della donna con i pantaloni a un matrimonio non mi fa impazzire. Voi avete mai visto Kate Middleton a una cerimonia in pantalone?!!!

Ma mi salvai in corner: un giorno, passeggiando per Bologna in cerca di una giacca da mettere sopra un vestito che già avevo nell’armadio, entrai da Max &Co e lo vidi. Un abito blu, gonna plissé con golfino sopra attaccato al vestito (da far sembrare 2 pezzi) a maniche lunghe con il particolare dei bottoncini gioiello sulla spalla sinistra e una cintura gioiello simile ai bottoni! insomma un vero capolavoro. Era perfetto anche come lunghezza.

Mi ricordava molto Jacky Kennedy e l’ho subito immaginato con gli accessori che avevo a casa, cappello compreso!

sara.jpg

Ultimo punto da trattare sono le scarpe. Noto ancora adesso che non si sanno scegliere le altezze giuste delle scarpe: sandali o décolleté che siano.

Le donne credono di poter stare tutta una giornata su tacchi vertiginosi che a mio avviso sono poco eleganti. La giusta mediazione dovrebbe essere il tacco 10. Ho visto scene che avrebbero fatto rabbrividire anche Enzo Miccio. Ragazze giovani che in Chiesa, non sopportando più le scarpe, se le sono tolte rimanendo scalze facendo vedere anche cerotti preesistenti. Insomma una scena poco incoraggiante.

Il consiglio che vi posso dare è che se acquistate delle scarpe nuove per un matrimonio, battesimo o qualsiasi altro evento esso sia, provatele a casa e passeggiate con loro ai piedi per tutta la mattina, così gli farete prendere la vostra misura del piede e vi ci abituerete a starci sopra. E se non siete donna da tacco evitate e mettete le ballerine. Meglio le scarpe basse piuttosto che vedere una donna che barcolla e non sa stare sopra ai tacchi!